Costo della vita: da Bolzano ad Ancona, la classifica Istat

Stilata la classifica Istat in merito all’aumento del costo della vita. La città più cara d’Italia è Bolzano dove rialzo dei prezzi del 3,5% determina un incremento di spesa pari 1.361 euro per una famiglia di quattro persone. La più virtuosa invece è Ancona, capoluogo marchigiano, che registra un’inflazione di “solo” il 2,5%. In questo caso la spesa aggiuntiva è di 755 euro sempre per una famiglia di 4 persone. Vediamo insieme quali città e regioni occupano gli altri posti in classifica.

Il podio delle Regioni più costose

Secondo l’Istat,  la regione più ‘costosa’  del nostro Paese, con un’inflazione pari a +3,5%, è il Trentino Alto Adige. L’aggravio medio per ogni famiglia si fa decisamente sentire, dal momento che parliamo di un aumento di 1.359 euro per una famiglia di quattro persone, e di “soli” 948 per una famiglia media. In successione troviamo invece la Valle d’Aosta, dove gli aumenti sono per le stessi nuclei famigliari di 1.302 euro e 788 euro, e l’Emilia Romagna, che presenta una rincaro annuo di 1.185 euro e 843 euro (+3,2%)

 

Le città più costose d’Italia

Le classifica delle città più costose d’Italia  sostanzialmente corre parallela a quella delle regioni. Al primo posto infatti, troviamo Bolzano, che quindi diventa di diritto la città più cara del nostro Paese, con un rialzo dei prezzi che tocca il 3,5%. Notevole l’incremento della spesa determinato da questo fattore, che si attesta a 987 euro per una famiglia media, ma che arriva a 1.361 euro per un nucleo di 4 persone. La città più virtuosa invece è Ancona, con un +2,5% e un aumento di spesa di 755 euro per 4 persone.

Emergenza prezzi

Secondo quanto affermato dal Codacons, in merito al rialzo medio del 3%, ci troviamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi. Si tratta di una stangata pari a +922 euro su base annua per una famiglia

tipo. Per comprendere meglio la gravità della situazione, basti pensare che è uno dei valori più alti registrati negli ultimi 9 anni, e che purtroppo rientra in un trend rialzista destinato a non rallentare sul breve termine. A trainare i prezzi troviamo il caro bollette, con gli enormi rincari di ottobre di luce e gas.

 

Anche la corsa dei listini dei carburanti, davvero senza sosta, sta chiaramente facendo la sua parte. Alla pompa, ad oggi l’aumento è del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Purtroppo in vita del Natale si può parlare di un allarme a tutti gli effetti, dal momento che il rialzo dei listini al dettaglio sarà in grado di erodere il potere d’acquisto delle famiglie, con conseguenti e ovvi tagli sul fronte dei consumi legati alle festività.

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